Cresce il razzismo in Germania, parola della Commissione europea

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I media mainstream non ne hanno dato ancora notizia, tantomeno quegli zelanti cronisti che si affannano a raccontare una Germania bucolica mai esistita. Eppure la commissione ha impiegato sei anni di indagini a tappeto, di monitoraggi in tutta la Germania, prima di stilare il rapporto.  Sono in tutto trentanove pagine, ma la fotografia che ne esce non potrebbe essere più allarmante. In Germania aumentano il razzismo, l'islamofobia, la simpatia per l'estremismo di destra da parte della polizia, le preoccupazioni per l'avanzata del partito di estrema destra "Alternativa per la Germania” (AfD).

di Vincenzo Maddaloni

razzismo tedesco

 Il tutto è scritto nel rapporto annuale della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza, (Ecri), pubblicato il 17 marzo a Strasburgo (www.coe.int/ecri), che mostra il diffondersi crescente dell' odio verso diverso, nella Germania del ventunesimo secolo.

A giudizio degli esperti e dei ricercatori indipendenti dell'Ecri che hanno redatto il rapporto sulla  tutela dei diritti dell’uomo in Germania, non va sottovalutato il fatto che molti deputati tedeschi, e per prima la Cancelliera Angela Merkel, si sono espressi pubblicamente per migliorare la lotta contro i reati di odio chiedendo - un esempio tra i tanti - agli operatori dei social network di far rispettare le linee guida relative alla rimozione di contenuti razzisti.
Tuttavia, l'Ecri ha puntato il dito sul carattere sempre più xenofobo negli interventi pubblici, sugli “importanti livelli di islamofobia registrati”, sul crescente numero di estremisti di destra “pronti a usare la violenza”, con attacchi a sfondo razzista commessi sia da terroristi islamici sia di estrema destra.
Insomma la fotografia che ne esce indica senza misure come nel paese della Cancelliera le discriminazioni, gli atti di intimidazione, di vera e propria violenza razziale siano diventati una costante.  
 
Il Consiglio d'Europa, con sede a Strasburgo, ha il compito di monitorare i diritti umani nei suoi 47 Stati membri.
Vari gruppi di esperti vi lavorano, esaminando con puntualità la situazione nei singoli Stati membri. Uno dei pallini della Commissione è il richiamo ad intensificare il lavoro educativo nelle istituzioni. Anche in questo caso la Germania è rimproverata esplicitamente, poichè non potenzierebbe in maniera adeguata gli organismi esistenti di "promozione dell’uguaglianza", perchè non accelera l’aggiornamento del "Piano d’azione nazionale in materia di integrazione" e infine, non crea dei servizi di consulenza per i minori intersessuali e i loro genitori.
  

Inoltre, ribadisce l'Ecri, la Germania deve organizzare, “corsi obbligatori contro il razzismo e la discriminazione nelle scuole, nelle caserme della polizia, nelle università e in special modo in quelle facoltà da dove proviene la maggior parte degli impiegati dei ministeri e del governo", ha evidenziato  la professoressa finlandese Reetta Toivanen, uno degli autori della relazione della Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza.

Naturalmente, la catechizzazione degli agenti di polizia diventa prioritaria, poiché è ineludibile se si vuole prevenire l'escalation razziale che ha già raggiunto in Germania livelli preoccupanti, ha spiegato l'esperta finlandese, ricordando che molte delle vittime dei soprusi e della violenza razzista non li denunciano, “non vengono sistematicamente trasmessi alla polizia”, poiché temono un' aggiunta di soprusi, come di solito avviene.

Se questo è il quadro, non stupisce che l’Ecri abbia sollecitato il governo, “ ad offrire un indennizzo economico e un sostegno efficace - assistenza legale inclusa - alle vittime del razzismo, dello sfruttamento, dell'emarginazione.".
Insomma, che i 16 stati federali, i 16 Länder, si diano una mossa, e lo dimostrino includendo per prima cosa nei programmi delle scuole di ogni ordine lo studio dei diritti umani, perchè "saranno sotto controllo per i prossimi due anni", sono le conclusioni della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza. 

post scriptum

I media mainstream non hanno dato ancora notizia del rapporto dell'Ecri, probabilmente distratti dalla corsa forsennata, sovente irresponsabile all'audience che la pandemia in ogni momento gli offre. Sicuramente accantonato da qualche zelante cronista che s'affanna a raccontare una Germania bucolica mai esistita.
Eppure la commissione ha impiegato sei anni di indagini a tappeto, di monitoraggi in tutta la Germania, prima di stilare il rapporto.
Come si usa dire in questi casi "Non è una cazzata". 
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Vincenzo Maddaloni
Vincenzo Maddaloni ha fondato e presiede il Centro Studi Berlin89, l'associazione nata nel 2018, che si propone di ripercorrere analizzandoli i grandi fatti del mondo prima e dopo la caduta del Muro di Berlino. Professionista dal 1961 (per un decennio e passa il più giovane giornalista italiano), come inviato speciale è stato testimone in molti luoghi che hanno fatto la storia del XX secolo. E’ stato corrispondente a Varsavia negli anni di Lech Wałęsa (leader di Solidarność) ed a Mosca durante l'èra di Michail Gorbačëv. Ha diretto il settimanale Il Borghese allontanandolo radicalmente dalle storiche posizioni di destra. Infatti, poco dopo è stato rimosso dalla direzione dello storico settimanale fondato da Leo Longanesi. È stato con Giulietto Chiesa tra i membri fondatori del World Political Forum presieduto da Michail Gorbačëv. È il direttore responsabile di Berlin89, rivista del Centro Studi Berlin89.
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