Siamo tutti «palestinizzati», ma non tutti lo sanno

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E' ricordato nei libri di Storia come il "bombardamento di Natale" - dal 18 al 29 dicembre del 1972 - durante il quale gli Stati Uniti sganciarono 20 mila tonnellate di ordigni su Hanoi, la capitale del Vietnam del Nord e sul grande centro industriale di Haiphong, provocando più di duemila morti. L'operazione Linebacker II, questo il  nome ufficiale, fu definita la più pesante dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

assange2 Assange protester in London's Parliament Square/Photo: Alisdare HicksonNon c’è paragone in quanto a numeri con i morti della Striscia di Gaza sulla quale , sono stati sganciati 50 tonnellate di esplosivo che hanno colpito ospedali e agglomerati residenziali, provocando la morte di 21 mila civili ai quali vanno aggiunti i 7 mila dispersi, presumibilmente deceduti sotto le macerie. Nel più o nel meno le vittime finora sarebbero 28 mila ( dati riportati da Al Jazeera), la maggior parte delle quali -è da tutti accettato-sono donne e bambini.

Tuttavia, nonostante il numero di morti in costante aumento non vi è alcun segnale che, il regime israeliano voglia interrompere le distruzioni nella Striscia di Gaza in tempi brevi. Dopotutto la Casa Bianca non soltanto ha respinto le richieste internazionali di un cessate il fuoco, ma ha annunciato che sosterrà Israele con altri 14 miliardi di dollari in aiuti militari in aggiunta ai 3,8 miliardi di dollari che gli elargisce ogni anno.

Secondo Jeff Halper, un antropologo israelo-americano che vive in Israele dal 1973, da sempre impegnato nel difendere i diritti del popolo palestinese,  una spiegazione c'è. Lo ha detto l’altra settimana a un webinar organizzato dal War Industries Resistance Network e dal Massachusetts Peace Action.

Israele possiede una formidabile industria bellica che gli consente di fornire armi ad alta tecnologia a paesi di tutto il mondo perché – ha spiegato Halper - Israele è all’avanguardia nella fabbricazione di apparecchiature di controllo dell'uso della intelligenza artificiale (AI), di sistemi  che neutralizzano i gadget spyware, termine generico che, indica qualunque software dannoso che infetta PC e dispositivi mobili al fine di raccogliere informazioni sugli utenti, sulle password usate e tanto altro ancora.

Aggiungiamo pure che, sono riconosciute di assoluto valore le tecnologie di sorveglianza delle manifestazioni di protesta di massa, assieme  agli "armamenti" per affrontare la guerra informatica,  ai droni di intelligence e ai droni tattici, prodotti  d'eccellenza del Aeronautics Defence Systems . Così elencando  meglio si capisce perché, molti paesi criticano le nefandezze di Netanyahu, ma non fanno nulla per stopparlo, non avanzano richieste di sanzioni economiche, di embarghi contro Israele, come accade alla Russia di Putin

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Succede perché l’alta tecnologia di monitoraggio degli “umori” della gente, i sistemi di prevenzione delle insurrezioni che, Israele mette in vendita è supportata dalle grandi oligarchie finanziarie le quali, stanno affinando gli strumenti repressivi per accaparrarsi nuova ricchezza e consolidare il loro potere.

E' risaputo che, i territori occupati funzionano per Israele anche come laboratorio per testare il suo armamento sofisticato, le tecnologie di repressione, le tattiche di controllo della popolazione, il suo contesto di Stato securitario. Certamente con questa guerra, i complessi securitari-militari-industriali di Israele e Stati Uniti sono diventati ancora più connessi, al punto che ora sarebbe ragionevole considerarli come un’unica entità diversificata e transnazionale. Comunque sia è un business di successo con una clientela di Nazioni in costante aumento; ad oggi 191 paesi contro i 130 di otto anni fa.  Se così stanno le cose, corriamo davvero il pericolo di «essere tutti palestinizzati», come ha avvertito Halper al termine del suo intervento?

Si può non essere in sintonia con le conclusioni di Halper, ma resta il fatto che qualche anno prima dello scoppio della pandemia, nell'intero Occidente i sistemi di controllo censorio sulle news sono divenuti sempre più serrati, liquidatori. La gente viene manipolata sempre più sfacciatamente. Si intensifica il controllo dell’informazione nella scuola, nelle università, nel mondo del lavoro dove l’obbedienza ai comportamenti imposti è premiata, e il dissenso robustamente disincentivato .

Le persone vengono quotidianamente disinformate, e trasformate in agenti della disinformazione per decostruire ulteriormente, ciò che resta di una realtà confusa. Determinante è la volatilità emotiva delle immagini mediatiche che, ci pongono in una costante, ossessiva, trepidante attesa di riceverne di nuove, in un circolo vizioso che, alimenta appunto la nostra dipendenza.

Meta Platforms, nota più semplicemente come Meta, è un'impresa statunitense che controlla i social Facebook e Instagram, i servizi di messaggistica istantanea WhatsApp e Messenger. Meta ha sistematicamente soppresso i contenuti filo-palestinesi pubblicati su Facebook e Instagram. Ha nascosto “Palestina libera” e “Fermate il genocidio”, ha rimosso l’emoji della bandiera palestinese dalle sezioni dei commenti, ha sospeso o rimosso importanti account palestinesi. E’ un esempio tra i tanti che conferma l’esistenza di una società internet-dipendente facilmente malleabile con gli slogan, l’evento spettacolare, il gossip, l’esaltazione dell’amore ai fornelli.

Questo inneggiamento alla gioia con la pancia piena, ha fiaccato nelle persone il desiderio di ricerca, della riflessione. Gli “esperti” pilotati dai grandi gruppi di potere hanno compiuto lo sforzo più audace e completo, che sia stato tentato dopo la Guerra Fredda, creando una nuova ideologia. che, «esaspera le divisioni esistenti», creandone di nuove e amplificando le rivendicazioni, la diffidenza, il risentimento e la sfiducia sociale.

E dunque, siamo distratti volutamente con lo scontro globalista tra vax e no-vax ; atlantisti e filo-Putin, filo-Israele e filo-Hamas, dai vassalli dei  grandi gruppi finanziari i quali, hanno fatto quadrato per preservarsi il potere nei decenni a venire.

Il singolo asse destra-sinistra sul quale il mondo è stato diviso nel secolo scorso, non esiste più. La sinistra di governo tifa per la guerra per procura in Ucraina, per le aspirazioni democratiche di Zelensky e dei nazisti del battaglione Azov, per il genocidio di Netanyahu.

La crescente ingerenza dei cretini nella politica si è rivelata un formidabile alimentatore dell’instupidimento collettivo, perché i ritmi della vita quotidiana d' oggi non invitano a pensare. Viviamo in una tale fretta che, le notizie passano veloci senza darci il tempo di verificarle e di digerirle. Va giù duro il filosofo sud coreano Shu Han quando scrive che, «la vigilanza digitale declassa gli esseri umani a bestie da dati e consumo.».  Quanto basta per farci capire che, «palestinizzati» lo siamo già. All'insaputa.


 maddaloniVincenzo Maddaloni,  come inviato speciale è stato testimone in molti luoghi che hanno fatto la storia del XX secolo. E’ stato corrispondente a Varsavia negli anni di Lech Wałęsa (leader di Solidarność) ed a Mosca durante l'èra di Michail Gorbačëv. Ha diretto il settimanale Il Borghese allontanandolo radicalmente dalle storiche posizioni di destra. Infatti, poco dopo è stato rimosso dalla direzione dello storico settimanale fondato da Leo Longanesi. È stato con Giulietto Chiesa tra i membri fondatori del World Political Forum presieduto da Michail Gorbačëv. È il direttore responsabile di The Berlin89, magazine del Centro Studi Berlin89.

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