Non è questo il modo di crescere i bambini

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E' giusto imporre ai ragazzi di soffrire per proteggere gli adulti non vaccinati? Dopotutto le forme più gravi di Covid, incluso il long-Covid, sono estremamente rare nei giovanissimi. Per loro, il virus è molto simile a una normale influenza. Sono esposti a molti più rischi viaggiando in automobile.

L'articolo è apparso sulla rubrica The Morning Newsletter del New York Times; lo pubblichiamo volentieri perchè è una denuncia documentata dei danni procurati dal vaccino anti-covid iniettato sui bambini.

bambini1Nel corso dei due ultimi anni, gli Americani hanno accettato di infliggere un danno maggiore ai bambini per infliggerne uno minore agli adulti. Per i bambini americani il 2022 sta iniziando in una situazione di crisi.Da tempo so che la pandemia sta mettendo in uno stato di sospensione le vite dei bambini. Ma solo quando ho iniziato a raccogliere i dati e a leggere i report ho davvero compreso quanto allarmante la situazione sia realmente.I bambini sono rimasti indietro a scuola durante il primo anno di pandemia e non hanno recuperato. Fra gli studenti dalla terza elementare alla terza media, il livello in matematica e lettura è risultato inferiore al normale questo autunno, secondo il gruppo di ricerca NWEA.

La riduzione è stata maggiore per gli studenti di colore e latini, e per gli studenti nelle scuole a elevata percentuale di povertà.“Non abbiamo memoria di crisi di apprendimento di questo genere” ha affermato Michael Petrilli del Thomas B. Fordham Institute a Politico.

 

Un travaso di angoscia

Molti bambini e adolescenti stanno vivendo problemi di salute mentale, peggiorati dall’isolamento e dai disagi apportati dalla pandemia. Tre gruppi medici, inclusa la American Academy of Pediatrics, hanno proclamto di recente uno stato di emergenza nazionale per la salute mentale dei bambini, citando “incrementi drammatici nelle visite presso tutti i reparti di emergenza che si occupano di salute mentale”.

Negli adolescenti, il numero di tentativi di suicidio è aumentato, leggermente fra i ragazzi, significativamente fra le ragazze. Il numero di visite al pronto soccorso per sospetti tentativi di suicidio da parte di ragazze fra i 12-17 anni è incrementato del 51% dai primi mesi del 2019 ai primi mesi del 2021, secondo il CDC. La violenza armata contro bambini e ragazzi è aumentata, nell’ambito di un più ampio incremento del crimine in tutto il Paese. A Chicago, per esempio, lo scorso anno sono stati assassinati 101 residenti di età inferiore ai 20 anni contro i 76 del 2019. Anche le sparatorie nelle scuole sono aumentate: The Washington Post ne ha contate 42 lo scorso anno, il record finora registrato, rispetto alle 27 del 2019. Molte scuole non sono ancora tornate alla normalità, con peggioramento in termini di perdita di apprendimento e di isolamento sociale.

Aspetti della vita scolastica un tempo normali, come la pausa pranzo, le attività extra-curriculari, le assemblee, le gite scolastiche, le conferenze genitori-insegnanti, il servizio scuolabus affidabile, sono profondamente cambiati se non completamente spariti. Quando The Morning Newsletter (del NYT) ha chiesto a genitori e insegnanti della situazione nelle rispettive scuole locali, c’è stato un vero e proprio travaso di angoscia:

• “Non è questo il modo di crescere per i bambini”, ha detto Jackie Irwin, una lettrice dall’Oklahoma. “È esasperante”.

•  “Per tanti ragazzi la scuola rappresenta un ambiente sicuro, comodo, affidabile, ma non è stato così negli ultimi due anni”, ha detto Lisa Durstin di Strafford.

• “Gran parte dello spirito di gruppo e dell’allegria che identificano una cultura scolastica serena e produttiva è scomparso”, ha detto Maria Menconi, consulente scolastica ed ex-preside in Arizona.

• I problemi comportamentali sono aumentati. “Le scuole in tutto il Paese segnalano un incremento nei comportamenti che denotano disagio negli studenti”, ha riferito Kalyn Belsha di Chalkbeat. “Alcuni sono palesi e visibili, come la devastazione dei bagni, i litigi accesi sui social media o le fughe improvvise dalle classi. Altri sono richieste di aiuto più silenziose, come le teste chine e il rifiuto di parlare”.

• Kelli Tuttle, insegnante a Madison, Wis., ci ha detto: “Ci sono tantissimi episodi di vandalismo, uso di imprecazioni e anche scontri fisici”. Una insegnante in California settentrionale ha riferito di aver assistito ai “commenti più crudeli e inappropriati rivolti agli insegnanti” mai ascoltati nei suoi 15 anni di carriera scolastica. La variante Omicron sta mettendo di nuovo sottosopra le vite degli studenti.

• Molte scuole sono rimaste aperte questa settimana, ma in tante hanno annullato sport, recite e altre attività. In alcuni distretti le scuole sono state chiuse per un giorno o più, nonostante l’evidenza che la maggior parte degli studenti faccia fatica con l’apprendimento a distanza, come evidenzia la collega Dana Goldstein. Le chiusure sono state decretate ad Atlanta, Cleveland, Milwaukee, Newark, in diversi sobborghi di New York e in altre aree.

• “È il caos”, ha dichiarato a Dana Keri Rodrigues, presidente della National Parents Union. “La prima cosa che genitori e famiglie chiedono a gran voce è la stabilità”.

 

Scelte difficili

Nel corso degli ultimi due anni, gran parte della società americana ha deciso che arrecare danno a bambini e ragazzi fosse un effetto collaterale inevitabile di Covid-19. Ciò poteva anche essere vero nella primavera 2020, quando si è chiuso quasi tutto per rallentare la diffusione del virus mortale e sconosciuto.Tale approccio, tuttavia, è diventato sempre meno giustificabile nell’ultimo anno e mezzo, durante il quale abbiamo appreso molte cose in più sia su Covid che sulla reale dimensione delle sofferenze inflitte ai più giovani dalle restrizioni.

I dati oggi suggeriscono che molte delle modifiche apportate alle routine scolastiche abbiano un valore opinabile nel controllo della diffusione del virus. Alcuni ricercatori esprimono scetticismo sulla reale riduzione dei casi di Covid grazie alle chiusure scolastiche nella maggior parte delle situazioni. Anche altri interventi, come il costringere gli studenti al distanziamento nelle pause pranzo, sembrano non avere grande impatto.

Un motivo è il fatto che le forme più gravi di Covid, incluso il long-Covid, sono estremamente rare nei giovanissimi. Per loro, il virus è molto simile a una normale influenza. Sono esposti a molti più rischi viaggiando in automobile. L’ampia disponibilità di vaccini dalla primavera scorsa solleva inoltre una questione etica: è giusto imporre ai ragazzi di soffrire per proteggere gli adulti non vaccinati, che volontariamente accettano su di sé i rischi relativi a Covid, incrementando così anche il rischio altrui? Ora come ora, gli USA stanno di fatto rispondendo “Sì” a tale domanda. A scanso di equivoci, si tratta di prendere decisioni difficili e accettare compromessi inevitabili. Covid può portare all’ospedalizzazione o a peggio per una piccola percentuale di adulti vaccinati, soprattutto nel caso di anziani e immunocompromessi, e consentire a ragazzi e bambini di riprendere la vita normale potrebbe generare rischi ulteriori. Omicron potrebbe aggravare tale rischio, lasciando ben poche opzioni valide alle scuole.

Negli ultimi due anni, però, molte comunità americane non hanno nemmeno cercato di trovare un vero compromesso. Hanno provato a ridurre al minimo la diffusione di Covid, un obiettivo sicuramente meritevole in assenza di altri fattori, invece di pensare a contenere i danni apportati alla società da Covid. Hanno accettato di infliggere un danno maggiore a ragazzi e bambini per proteggere gli adulti, senza prendere realmente atto del dilemma o valutare quale decisione porti a un minore danno complessivo. Considerando le scelte effettuate dal Paese, non ci si può sorprendere del fatto che ragazzi e bambini abbiano sofferto tanto.


Traduzione:  Marilena Falcone - Gruppo Goccia a Goccia

Leonhardt DavidDavid Leonhardt è un giornalista e editorialista americano. A partire dal 30 aprile 2020, scrive la newsletter quotidiana sul "The Morning" per il New York Times. Contribuisce anche alla sezione Sunday Review del giornale. 

 

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