Europa. E' scoppiato l'Autunno caldo 2026

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Le rivolte in tutta Europa sono animate dalla mancanza di speranza per un futuro in un sistema corrotto. Il movimento che si sta diffondendo in tutta Europa ha un enorme potenziale di crescita e di sfida all'intero sistema.

autunno caldo parigi33Qui siamo a Parigi/ foto: Pierre-Louis MièzeUno spettro si aggira per l'Europa e terrorizza la classe dirigente. Manifestazioni di massa, guidate principalmente da giovani, stanno scuotendo i governi di tutto il continente. Il movimento più imponente è in Francia, dove da settimane studenti e giovani manifestano e protestano contro le condizioni delle scuole e delle università e contro la mancanza di prospettive per il futuro della loro generazione. Proteste simili si stanno svolgendo dal Portogallo all'Albania .

Sebbene ovunque le loro rivendicazioni si concentrino sulle loro condizioni immediate e sullo stato dell'istruzione dopo decenni di tagli neoliberisti, è chiaro che vanno ben oltre. Rappresentano un rifiuto dei valori del neoliberismo, del futuro incerto che attende i giovani a cui vengono negate un'istruzione e un lavoro dignitosi, della crisi del costo della vita, dell'impossibilità di permettersi una casa, delle privatizzazioni e della povertà.

La folla a Parigi sventola bandiere palestinesi e grida contro il fascismo . Gli studenti italiani si oppongono alla loro prima ministra, Giorgia Meloni, ma anche alle minacce di guerra e riarmo.

Questi movimenti rappresentano una rivolta, soprattutto dei giovani della classe operaia, contro le priorità dei nostri governanti, che stanno portando a tanta miseria in tutto il mondo, con guerre, razzismo e povertà come futuro per moltissime persone. Sono già sostenuti da sindacalisti e comunità in molte aree, ma i sindacati organizzati devono fare di più. Devono organizzare scioperi di massa in solidarietà con gli studenti.

La repressione che stanno subendo è davvero incredibile. Le ferite riportate in Francia dai manifestanti che chiedono pacificamente un cambiamento sono paragonabili a quelle inflitte in una zona di guerra. La polizia francese è da tempo nota per la sua brutalità, ma questo intervento è chiaramente volto a distruggere un movimento di massa. Finora ha fallito.

Ma in tutta Europa si osserva uno schema ricorrente di repressione delle proteste da parte di una classe dirigente sempre più autoritaria, che investe in gas lacrimogeni, granate stordenti e sofisticate apparecchiature di sorveglianza per attaccare i manifestanti. Qualsiasi reazione che ne consegua viene poi accolta con ulteriore brutalità e con denunce di violenza da parte dei manifestanti.

Questo fine settimana, i media britannici sono stati pieni di notizie di questo tipo: l'incendio del municipio di Limoges, il saccheggio dei negozi, il McDonald's di Parigi con le vetrine infrante. La violenza viene attribuita al principale partito di sinistra in Francia, La France Insoumise (LFI), che ha appoggiato incondizionatamente le proteste e ha incoraggiato i propri rappresentanti eletti a unirsi alle manifestazioni e a proteggere gli studenti dal trattamento barbaro della polizia francese.

Il leader della LFI, Jean-Luc Mélenchon, ha chiarito che le manifestazioni devono essere pacifiche e che saccheggi e danni agli edifici non devono farne parte. Critica però le autorità e la polizia, che usano deliberatamente gas lacrimogeni e attaccano i manifestanti, non forniscono punti di dispersione adeguati e fanno di tutto per delegittimare e criminalizzare le proteste.

È in ogni caso grottesco che coloro che infliggono violenza concreta agli scolari, così come la violenza ben più ampia della guerra, della povertà, della disuguaglianza e dell'oppressione alla società, denuncino chi reagisce a queste sofferenze rispondendo con la stessa moneta.

Il movimento che si sta diffondendo in tutta Europa ha un enorme potenziale di crescita e di sfida all'intero sistema. In un contesto polarizzato, è anche oggetto di forti attacchi: non solo l'estrema destra, ma anche alcuni commentatori liberali usano il razzismo per incolpare i migranti e le minoranze etniche, o insinuano che i manifestanti siano filo-Hamas perché sventolano bandiere palestinesi.

Questa è una guerra di classe in tutta la sua intensità. L'intero movimento operaio internazionale deve sostenere le proteste, difendere la LFI e tutti coloro che le appoggiano, e cercare di diffonderle ovunque. Il sistema non è in grado di fornire soluzioni, e troppi guardano all'estrema destra in cerca di una risposta. Marine Le Pen è data per favorita come prossima presidente francese, a meno che non si riesca a fermarla.

L'esito di queste proteste può essere decisivo per il futuro dell'Europa. Per questo meritano tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno. Il modo migliore per farlo è costruire le nostre lotte contro la classe dominante.

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Fonte: Brave New Europe


Lindsey GermanLindsey Ann German è un'attivista politica britannica di sinistra . Membro fondatore e coordinatrice dell'organizzazione pacifista britannica "Stop the War Coalition". E' stata in precedenza membro del Socialist Workers Party (SWP), sedendo nel suo comitato centrale e ricoprendo il ruolo di redattrice della sua rivista, Socialist Review .In qualità di coordinatrice nazionale della Stop the War Coalition, è stata una figura chiave nell'organizzazione della più grande manifestazione, e di uno dei più grandi movimenti di massa, nella storia britannica. Tra i suoi libri figurano 'Material Girls: Women, Men and Work', 'Sex, Class and Socialism', 'A People's History of London' (con John Rees) e 'How a Century of War Changed the Lives of Women'.

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