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Dieci lettere d'amore

Tradussi queste splendide lettere d'amore anni fa.  Sono splendide ancora oggi, anzi, forse di più. Sono di Clementine von Radics una poetessa di livello internazionale e  fondatrice di Where Are You Press, una casa editrice che si concentra sulle voci di donne e persone di colore. Martino Pietropoli

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UNO

La differenza tra l’essere amati e l’essere scopati è che non ricordo come ci si sente nel primo caso. Ho un corpo che è come una porta aperta. Ho un corpo che è come una mano aperta. È troppo facile afferrarmi.

Trovami un ragazzo con un cuore più promettente dello zucchero filato in una giornata calda e io gli insegnerò a privarmi di ogni senso. Per tutto il tempo, in ogni istante, vorrò che mi smembri, costola dopo costola, per vedere come sono fatta. Per vedere come sanguino.

DUE

Ecco l’amara verità: quella boccata di spine che hai chiamato il nostro ultimo bacio aleggia ancora dopo tanti altri baci.

TRE

Caro mio, a volte l’amore ti scoverà come un incendio in una foresta. Quando succederà, sii più coraggioso di me. Scappa. Prendi solo ciò che puoi portare. Niente lacrime, niente ripensamenti. Le tue mani saranno come esplosivi, la più piccola scintilla ti ucciderà.

Sali in macchina. Ignora le mappe. Evita le stazioni di servizio. Non guardare le fiamme che danzano nello specchietto retrovisore. Vai in nuove città, sali sui tetti e danza lentamente con i tuoi ricordi più freddi. Tappezza la tua nuova casa con ogni polverosa e disperata lettera d’amore che hai giurato non avresti mai inviato.

Trova uno sconosciuto con un corpo fatto di spigoli vivi e fianchi inesplorati. Stampa le tue storie sulla sua pelle e dimentica di aver mai conosciuto il suo nome. Basta che prometti di non pensare alle braci e al fumo.

Anche se c’è cenere nei tuoi capelli. Anche quando hai i polmoni pieni di fuliggine.

QUATTRO

Sono le 11:00 e sto seduta in un ristorante con tre birre in corpo. Credimi, anche io sono sorpresa di essere ancora viva a volte. Ho bevuto pensando a te per due giorni. Ultimamente mi ricordi una creatura selvaggia che morde la sua stessa carne per liberarsi dalla trappola. Ma tu sei già libero e io non so cosa fare, tranne tracciare il profilo della tua mascella e cercare di non darti la colpa. Ecco la verità: è difficile essere innamorati di qualcuno che è innamorato di qualcun altro. Non so come trasformarlo in poesia.

CINQUE

Ho 15 anni e lui è il mio primo ragazzo. Lui ha 18 anni ed è alto più di 1 e 90 e le sue mani sono come grossi libri di testo. Dice che ha molto da insegnarmi. Sta annegando nella sua tristezza. Le persone che stanno annegando spesso credono che se afferrano qualcun altro si possono salvare, ma succede solo che entrambi affondano, ancora più velocemente.

Ho 17 anni e lei è la mia prima fidanzata. L’unica cosa che facciamo più spesso di litigare è scopare. Le racconto delle mani del ragazzo e lei cerca di allungare le dita per imitare le sue. Le dico di smetterla. Le dico che la amo così come è.

Ho 19 anni e sono nella prima di tante camere sporche con libri sparsi ovunque e un materasso in un angolo. Queste camere appartengono sempre a ragazzi con barbe incolte e cuori teneri. Di ragazzi come questi ce ne sono fin troppi, ma non lo so ancora perché stasera sto con il primo della serie. Mi passa una birra. Dice che pensa che io sia intelligente. Mi ordina di togliermi i vestiti.

Ho 20 anni e amo uno che racconta un sacco di bugie. La punizione per le bugie raccontate è che divento crudele. La punizione per la crudeltà è di venire abbandonata.

Ho 20 anni e non è sesso, perché non dico di sì. Gli dico di smettere ma non serve a farlo smettere. Ho 20 anni e piango perché il mio amico Aaron mi vuole baciare, e so che se lo farà avrò comunque il sapore del tradimento.

SEI

I modi in cui non ti ho lasciato:

Anche se sapevo come ci si sente ad amare qualcuno con un cuore come la lama tagliente di un coltello, ho lasciato che la affilassi su di me.

Ti ho chiesto di piegarti, di essere abbastanza piccolo per chiuderti dentro il mio pugno. Volevo essere certa che non avresti mai potuto scappare.

Sapevo che c’era un’altra, ma ho iniziato a guardare nelle tue tasche sperando di sbagliarmi.

Ho lanciato un bicchiere di vino in cucina come lanciassi una palla, entrambi abbiamo fissato il vetro andare in frantumi, la prova che anche le persone buone fanno cose terribili.

Ho detto “Ti amo”, quando volevo dire qualcosa di molto più specifico, avrei dovuto dire “Per favore, non mi lasciare, ho paura di dormire da sola”.

SETTE

Ho pensato che lasciarti sarebbe stato facile, solo questione di mettere piede fuori. Ma continuo a finire con la schiena contro la porta, con le mie gambe intorno alla tua vita. Le mie labbra ti vogliono come i miei polmoni vogliono l'aria, è quello che sono nate per fare.

Così me ne sto seduta al lavoro pensando a te che tagli le verdure nella mia cucina. Ai tuoi capelli nello scarico della mia doccia. Le tue dita sulla mia schiena la mattina mentre ascoltiamo Muddy Waters. Non so perché ripongo tante speranze in uno che non mi vedrà mai come la sua casa, ma il modo in cui parli di poesie come i marxisti parlano di rivoluzione mi fa venir voglia di continuare a provarci. Al mattino, nello scarico della mia doccia, nella musica, cerco ragioni per amarti. Sto cercando la prova che mi ami.

OTTO

Ecco quello che so: tu bevi il tuo caffè nero e abbiamo paura l’uno dell’altro. Una volta mi hai baciato il collo davanti ai tuoi amici e la cosa mi ha imbarazzata. Una volta mi hai baciato il ventre e ho cominciato a piangere. Vedo il tuo modo delicato di toccare le cose e voglio baciare il tuo naso, ma trattengo quel bacio sulle mie labbra. Le tue clavicole formano crateri abbastanza grandi da contenere un mio pugno. Tu sei la cosa più bella che mi è capitata in molti mesi. Non mi sono comportata bene con l’ultima persona che ho amato e così ho punito il mio cuore (ho lasciato che si squarciasse e sanguinasse e poi l’ho grossolanamente ricucito insieme.) È difficile scrivere poesie quando so solo come scoparti. Ma ci provo sempre. Penso a Somedays. Ti sto abbandonando. Mi hai chiesto perché non ti ho mai scritto nulla di vero quindi ti scrivo queste righe.

NOVE

Mi hai detto che il mattino era il momento migliore per spezzarti il cuore. Così me ne sto qui e fumo la sigarette che fumi tu, solo per l’odore. Mi chiedo se canti ancora canzoni dei Beatles mentre prepari il caffè. Mi raccontavi che tua madre te le cantava quando non riuscivi a dormire, 19 anni prima che ci incontrassimo e 20 prima che tu portassi via i tuoi vestiti dal nostro guardaroba, mentre ero al lavoro. A proposito: ti odio per aver lasciato tutte le fotografie sul frigorifero, toglierle è stato come togliere nuove croste, come schiaffi su una scottatura. Ho passato così tante notti a imprimere il tuo corpo sui cuscini che ti posso dire che niente è come stare a letto con il tuo braccio su di me e il tuo respiro nel mio orecchio. Eppure, è confortante sapere che dormiamo sotto la stessa luna, anche se lei è molto più vecchia quando la vedo io. Mi piace immaginare che ti ha visto dormire, e mi vuole far sapere che stai bene.

DIECI

So che tu e io non siamo fatti per le poesie o simili stronzate sentimentali, ma devo dirti che anche il modo in cui bevi il caffè mi fa venire i brividi.

Traduzione di Martino Pietropoli

DieciClementine von Radics è una poetessa di livello internazionale e la fondatrice di Where Are You Press, una casa editrice che si concentra sulle voci di donne e persone di colore. Il suo lavoro è apparso su Whiskey Paper, Buzzfeed, Huffington Post e altri. La sua prima raccolta di poesie è stata adattata in un ciclo di canzoni da Stephen Schwartz, che debutterà al Carnegie Hall nel 2016. Il suo ultimo libro, Mouthful of Forevers, è stato un bestseller su Amazon. Vive a Portland, Oregon. Potete leggere altri suoi scritti sul sito www.clementinepoetry.com

Questo pezzo è stato pubblicato in origine su Whiskey Paper.

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