L'attacco all'Iran? Rientra nei "piani del Signore"

Un sottufficiale dell'esercito americano ha dichiarato alla Military Religious Freedom Foundation (MRFF) di aver ricevuto l'ordine di dire ai suoi uomini che Trump è "unto da Gesù" e che la guerra con l'Iran, "fa parte del piano divino di Dio" per provocare l'Armageddon. Sono state almeno 110 le segnalazioni simili ricevute dal MRFF nel giorno in cui Trump ha lanciato i primi attacchi.

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Trump, la fede e la guerra contro l'Iran
Il contesto militare

L'operazione contro l'Iran si è sviluppata meno di un anno dopo che Trump aveva già ordinato attacchi contro installazioni nucleari iraniane nel giugno 2025, durante la cosiddetta "Guerra dei 12 Giorni" tra Iran e Israele. Ora, forze statunitensi e israeliane hanno colpito obiettivi multipli in Iran, inclusi centri di comando, strutture missilistiche e siti legati alla leadership, culminando nell'uccisione del leader supremo Ayatollah Ali Khamenei.

La retorica religiosa nell'esercito

Il dato più inquietante emerso questa settimana riguarda il ruolo della fede cristiana nelle forze armate. La Military Religious Freedom Foundation ha ricevuto oltre 200 denunce da circa 50 installazioni militari, con militari che riferiscono di comandanti che collegano il Cristianesimo alla guerra contro l'Iran come "biblicamente sancita".

In una di queste denunce, un comandante avrebbe detto alle sue truppe che Trump "è stato unto da Gesù per accendere il segnale di fuoco in Iran per causare l'Armageddon e segnare il suo ritorno sulla Terra". Secondo il fondatore della MRFF, si tratterebbe di una minaccia alla sicurezza nazionale, non solo per gli USA ma per il mondo, e creerebbe una manna propagandistica per Al Qaeda, ISIS e Boko Haram, oltre ad alimentare le passioni in Iran.

L'ambiente religioso dell'amministrazione

Trump ha creato nel febbraio 2025 un "Ufficio della Fede della Casa Bianca", guidato da qualcuno che da mesi ripete che le battaglie di questo governo fanno parte di una "guerra santa". Lo stesso Trump ha più volte affermato di aver sopravvissuto a un tentativo di assassinio come "un segno di Dio".

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth, noto per la sua adesione a una corrente cristiana ultraconservadora, ha istituito sessioni di preghiera cristiana al Pentagono. Nel frattempo, l'ambasciatore in Israele Mike Huckabee ha dichiarato in un'intervista che sarebbe "ottimo" se Israele prendesse "essenzialmente tutto il Medio Oriente", in quanto promesso dalla Bibbia.

Le motivazioni ufficiali vs. la retorica religiosa

Sul piano ufficiale, l'amministrazione ha citato motivazioni diverse e a volte contraddittorie: fermare il programma nucleare iraniano, difendere i manifestanti perseguitati dal regime, smantellare la rete di proxy di Teheran, e persino il cambio di regime.

Trump ha anche affermato che l'Iran sarebbe "presto" in grado di colpire il territorio americano con missili balistici, ma tale affermazione non è supportata da alcun rapporto pubblico dell'intelligence statunitense.

Il paradosso

C'è un'ironia evidente: il segretario di Stato Marco Rubio ha definito l'Iran governato da "lunáticos religiosi fanatici", mentre dall'altra parte decine di comandanti militari americani giustificano la stessa guerra con una retorica apocalittica cristiana del tutto speculare. Due "fondamentalismi" di fronte.

La dimensione religiosa in questa guerra è dunque reale e documentata, anche se rimane controverso quanto sia una convinzione autentica di Trump o quanto sia strumentale a raccogliere consenso tra la base evangelica.

 Trump e la Religione

Il rapporto tra Donald Trump e la religione è complesso e ha evoluto notevolmente nel corso degli anni.

Formazione religiosa Trump è cresciuto in una famiglia protestante di fede presbiteriana a New York. Da giovane frequentò la Marble Collegiate Church, guidata dal pastore Norman Vincent Peale, autore de Il Potere del Pensiero Positivo — una figura che influenzò profondamente la sua visione del mondo.

Rapporto con la fede personale Trump non è mai stato noto per una pratica religiosa intensa. Ha ammesso raramente di pregare in privato e ha fatto dichiarazioni contraddittorie sulla Bibbia. Tuttavia, si identifica pubblicamente come cristiano.

Il sostegno degli evangelici Uno degli aspetti più significativi della sua carriera politica è l'alleanza con i cristiani evangelici bianchi, che lo hanno sostenuto in massa nel 2016, nel 2020 e nel 2024. In cambio, Trump ha:

  • Nominato tre giudici conservatori alla Corte Suprema, portando alla storica revoca della sentenza Roe v. Wade
  • Spostato l'ambasciata americana a Gerusalemme
  • Promosso la libertà religiosa come priorità politica
  • Difeso il diritto alla preghiera nelle scuole pubbliche

Gesti simbolici controversi Alcuni episodi hanno generato dibattito, come quando durante le proteste del 2020 si presentò davanti alla St. John's Church di Washington reggendo una Bibbia — un gesto considerato da molti puramente strumentale.

Rapporti con altre religioni

  • Con i cattolici: ha un rapporto positivo, sostenuto da molti cattolici conservatori
  • Con gli ebrei: ha avuto posizioni ambivalenti, pur avendo il genero Jared Kushner di fede ebraica
  • Con i musulmani: ha adottato politiche restrittive, come il cosiddetto Muslim ban

In sintesi, il rapporto di Trump con la religione è spesso letto più come una strategia politica che come una devozione personale genuina, anche se i suoi sostenitori evangelici tendono a vederlo come un "imperfetto strumento di Dio".

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Mai riuscito a rispondere compiutamente alle uniche importanti domande della vita: “quanto costa?”, “quanto ci guadagno?”. Quindi “so e non so perché lo faccio …” ma lo devo fare perché sono curioso. Assecondami.

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