Nel 1954 la Russia voleva entrare nella Nato

Era passato un anno dalla morte di Stalin; Nikita Krusciov era il nuovo capo del Cremlino. La stessa NATO aveva cinque anni, come la bomba atomica sovietica. Per quanto strano possa sembrare il Cremlino espresse la volontà  di aderire all'alleanza NATO. Era  il 31 marzo del 1954. 

nato ussr 1954

Collage: Ganna Naronina 

I sovietici fecero il passo per l'adesione alla NATO dopo che, la proposta del Cremlino per un trattato di sicurezza collettiva paneuropea alla Conferenza dei ministri degli Esteri di Berlino nel febbraio 1954, fu respinta dalle potenze occidentali. In quelle note, Mosca insisteva sul fatto che il Trattato Nord Atlantico nella forma attuale era certamente un "patto aggressivo", ma la sua natura poteva cambiare se l'URSS, il principale membro dell'ex coalizione anti-Hitler, vi avesse aderito. I sovietici espressero anche la speranza che le grandi potenze non permettessero la partecipazione della Germania (la sua divisione in due stati non era vista come irrevocabile) a nessun blocco militare.

Il ministro degli Esteri Vyacheslav Molotov scrisse in un promemoria indirizzato a Georgij Malenkov , che all'epoca era il presidente del Partito e al segretario generale del Partito Comunista Nikita Krusciov, nel quale spiegava che, "se la dichiarazione del governo sovietico avesse incontrato un atteggiamento positivo da parte delle tre potenze occidentali, ciò avrebbe  significato un grande successo per l'Unione Sovietica poiché l'adesione dell'URSS al Patto Atlantico a determinate condizioni avrebbe cambiato radicalmente il carattere del patto",  Una copia del documento è reperibile presso il Centro Wilson .

Ma Molotov prevedeva problemi nel caso in cui l'Unione Sovietica diventasse membro della NATO. La NATO avrebbe probabilmente insistito sulle istituzioni democratiche mentre l'Unione Sovietica considerava sacrosanto il concetto di sovranità vestfaliano. “Se la questione dell'adesione dell'URSS diventasse una proposta pratica, sarebbe necessario sollevare la questione di tutti i partecipanti all'accordo che si impegnano (sotto forma di una dichiarazione congiunta, ad esempio) sull'inammissibilità di ingerenza negli affari interni degli Stati e sul rispetto dei principi di indipendenza e sovranità dello stato", precisava Molotov.

Geoffrey Roberts, professore e direttore della facoltà di Storia presso l'University College di Cork in Irlanda e autore del libro Molotov: Stalin's Cold Warrior , sostiene che la lunghezza del promemoria di Molotov è insolita. Probabilmente Molotov sapeva che la sua proposta sarebbe stata controversa nelle alte sfere del Partito Comunista Sovietico. “Era insolito, tuttavia, che Molotov presentasse al Presidium un lungo memorandum discorsivo che giustificasse ciò che veniva proposto. Di solito si limitava a inviare una breve nota con le proposte del ministero degli Esteri, che venivano poi discusse in colloquio personale a livello di Presidio. In quella occasione Molotov aveva evidentemente sentito il bisogno di una preventiva giustificazione scritta di quanto proposto", spiega il professor Roberts che ha tradotto l'intero documento. 

Quindi, per quanto strano possa sembrare, è possibile che la proposta sovietica di aderire alla NATO fosse seria. Alla fine, come nota Roberts, la NATO respinse la proposta sovietica. “Nel maggio 1954 le potenze occidentali respinsero la proposta sovietica di aderire alla NATO in quanto l'adesione dell'URSS all'organizzazione sarebbe stata incompatibile con i suoi obiettivi democratici e difensivi. Tuttavia, la vasta e intensa campagna di Mosca per la sicurezza collettiva europea continuò fino alla Conferenza dei Ministri degli Esteri di Ginevra dell'ottobre-novembre 1955”, ricorda ancora  il professor Geoffrey Roberts.

Intanto,  mentre all'Unione Sovietica era stato negato l'ingresso nella Nato, la Repubblica Federale Tedesca, che aveva subito il processo di denazificazione, ricevette l'invito di adesione e il 5 maggio 1955, il Bundestag della Germania occidentale ratificò l'ingresso nella Nato.  Dopo appena nove giorni, l'URSS e i suoi sette satelliti dell'Europa centrale e orientale annunciarono la formazione di una propria alleanza militare, il Patto di Varsavia che sancì la divisione dell'Europa in due blocchi opposti, che sarebbe durata fino al 1990.

Foto di copertina: La foto è storica. E’ il 12 ottobre 1960, in un’accesa sessione dell’Onu a New York, nel Palazzo di Vetro, Nikita Kruscev si toglie una scarpa sbattendola sul tavolo. Per molti si tratta di una leggenda: il segretario del Partito comunista in realtà utilizzò “solo” i pugni, battendoli sul tavolo, per protestare contro il delegato filippino che aveva accusato l’Urss di “imperialismo” in Europa orientale.

Fonte: The National Interest


Dave MajumdarDave Majumdar si occupa di difesa dal 2004. Ha scritto per Flight International, Defence News e C4ISR Journal. E' stato alunno della facoltà di Studi strategici dell'Università di Calgary in Canada.

 

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